L’attesa


Contai le ore, amore, aspettando il tuo ritorno. Guardai le onde del mare per molti istanti e ascoltai il vento che, ad ogni folata, ti portava lontano.

Oggi, dopo tanti mesi, sono ancora qui a cercare nell’orizzonte un punto che diventi, avvicinandosi, il tuo veliero, ma mai lo vedo quel punto. Ad intervalli, sento il cuore affondare: appare una vela bianca ed io sogno il tuo volto imbrunito e le tue labbra increspate di sale. La vela si allontana e, con lei, la tua immagine: non più i tuoi occhi, i tuoi capelli; non più quel corpo che tempo fa mi racchiudeva in sé, difendendomi dal destino.

Le mie mani non sono più curate, i miei occhi sono sempre troppo stanchi ed è persa, in loro, quella luce che accendeva i gesti. Mentre resto qui, ricordo le lodi che pronunciavi sul mio profilo e mi pare di sentire di nuovo la tua voce e le tue mani fra i miei capelli.

Ancora a lungo aspetterò il ritorno tuo e, se già mi osservi dal cielo, giuro che ti raggiungerò anche la, prima o poi. Sarai sempre in me.

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